Speciale: le sigle di Mob Psycho 100 sono capolavori intramontabili

Sono tutte spettacolari dalla prima all'ultima!

 

Sin dal suo debutto avvenuto nell'estate del 2016, Mob Psycho 100 è rinomato per le sue animazioni mozzafiato. Dalle scene spettacolari alle reazioni emotive, la serie sa essere oltremodo bella dato che riassume in sé la follia dell'opera originale in un anime che andrebbe davvero visto. Questo conduce alle sigle d'apertura e di chiusura, una sorta di firma per il franchise, che si sviluppano come un'appendice della serie stessa, sintonizzando il pubblico col suo tono e i suoi temi.

 

 

Questo è palese in “99”, la prima opening di Mob Choir. Chiunque abbia guardato la serie conosce quella sorta di inno, una perfetta sinergia per quelle immagini in cui astratto e materiale si fondono in maniera tanto perfetta. Quel che inizia coi personaggi che camminano, semplicemente, muta freneticamente toccando soglie di assurdo da far girare la testa, un parallelo con il potere che aumenta di Mob fino al raggiungimento del 100%.

 

 

Per controbilanciare l'adrenalina della opening, la prima ending è “Refrain Boy” di ALL OFF che è mite, dato che racconta il rituale giornaliero di Reigen. Se la opening riassume tutto il surrealismo di Mob Psycho 100, “Refrain Boy” è puro impressionismo, non tanto per i colpi di luce e le pennellate, ma per l'importanza posta nel rappresentare i buoni sentimenti. È perfetta per la serie, che sposa il sovrannaturale coi legami tra i suoi personaggi fuori dagli schemi. 

 

 

La seconda opening della serie, “99.9” di Mob Choir, si divide in tre parti: la prima ci mostra Mob e Reigen in 3D, ora abbastanza conosciuti dal pubblico da essere rappresentati come giocattoli. La seconda parte si focalizza sul cast, sempre più ampio, e la terza è la quintessenza di cosa ci si aspetta da una opening di uno shonen: un sacco di persone che saltano da tutte le parti e combattono. Comunque, data l'attenzione di Mob ad avere un design unico, non si perde mai il fascino e il fomento durante queste frenetiche azioni. 

 

 

La seconda ending della serie è “Memosepia” di Sanjou no Hana e mostra Mob in uno stile quasi chibi, con una testa gigante e un corpo piccolo. Questo va oltre la semplice e basilare tenerezza dato che le proporzioni del corpo di Mob e degli altri personaggi ci fanno pensare alla loro innocenza infantile. Nello specifico, viene mostrata la infinita calma di Mob e il suo gentile rapporto col resto del cast. Il caleidoscopio di immagini interrompe in maniera vistosa le parti tranquille. A questo punto è chiaro che, proprio come l'anime Mob Psycho 100 rievoca alcuni vividi dettagli del manga da cui è tratto, le sigle lo rappresentano in un modo totalmente unico.

 

 

“1” di Mob Choir è la opening della terza stagione di Mob Psycho 100 e trae la sua forza dalla nostra conoscenza intima dei personaggi  e dei dettagli della serie. Un grande esempio di ciò è il montaggio dei movimenti delle mani, cose che abbiamo visto fare nella serie dagli psichici e da Reigen, in modo spiritoso. La opening è colma del passato dell'anime ed è l'epitome della serie, un qualcosa di perfetto dato quanto la terza stagione sia orientata verso la fine. 

 

 

Infine abbiamo la terza ending, intitolata “Cobalt” e opera dei Mob Choir, qualcosa che sembra la risposta di Mob alla prima e Reigen centrica sigla di chiusura. Sostituisce la vita domestica di Reigen con un onirico senso di meraviglia, un sentimento che è facile associare alla giovane età di Mob e a quanto il personaggio sia cambiato durante la serie. Alla fine, il bianco, il nero e il grigio vengono pervasi da colori vibranti, altra rappresentazione dell'evoluzione di Mob. 

 

In conclusione, anche se ci sono poche sigle nel repertorio di Mob Psycho 100, ognuna di esse ha qualcosa di speciale da dire sulla serie, e sono tutte indimenticabili. Fanno di più che offrire una necessaria musica per iniziare e finire gli episodi, gli stili dell'animazione e le scelte grafiche sono rappresentative di quanto i fan siano attaccati alla storia di Mob e Reigen e quanto matura sia la serie per così tante interpretazioni artistiche. Funzionano per ragioni diverse raccontando la stessa storia, portando personaggi e ambientazione agli estremi, oppure associandoli al loro lato più gentile. 

 

Pane al pane, vino al vino: non le saltate. 

 

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